Un luogo carico di storia
Esistono tracce storiche di questa proprietà che risalgono al XV secolo.
Era un luogo ricco di sorgenti pulite.

La Villa tra passato e presente
Situata alle porte di Firenze, sul versante Sud-occidentale della collina di San Piero a Montebuoni, nei pressi dell´importante via Cassia, Villa Murray è un´antica dimora costruita nella prima metà del 1500, dalla famiglia Benintendi, là dove un tempo sorgeva una fattoria di proprietà della famiglia stessa.
La Villa è presente su una delle "Piante di popoli e di strade" dei Capitani di parte Guelfa, risalenti al 1582-1586.
Queste carte costituivano un importante strumento strategico poiché avevano lo scopo di rappresentare la rete stradale di ciascun popolo del contado fiorentino, la localizzazione di ponti o guadi e l´ubicazione delle chiese.
Solo le proprietà più importanti venivano citate su queste mappe.
La Villa, nel corso di cinque secoli, conosce molti proprietari e viene persino ceduta da due monache per saldare un debito del padre (da cui avevano ereditato la Villa).
La famiglia Bacherelli, che è proprietaria della villa e dei relativi terreni per oltre duecento anni, all´inizio del XVII secolo la trasforma in una "villa comoda ed elegante...decorata di bei pietrami" (G.Carocci).
"...Sulla fine dell´ottocento Guido Francesco Rossi creò sulle colline aride e sassose il parco che unisce la villa alla via provinciale dalla quale si accede comodamente... ...L´attuale proprietario (C.F. Murray, n.d.r.)ha restaurato la casa ispirandosi a uno stile rinascimentale..." - Giulio Lensi Orlandi Cardini "Le Ville di Firenze di là d´Arno"
"Fra i due borghi di Montebuoni, lungo la vecchia via Imprunetana è posta questa villa resa deliziosa da un ampio giardino a guisa di parco, ricco di fresche ombre e di sorgenti di pure acque che si distende sulla ripida pendice del poggio fino alla strada lungo il fiume Greve"
Così Guido Carocci, noto storico e fondatore fra l´altro del Museo di Santa Croce, descrive Villa Murray (allora di proprietà della famiglia Rossi) nel suo libro "Il Comune del Galluzzo", in cui compie una preziosa e minuziosa descrizione degli abitati sparsi sulle colline , delle ville più importanti e dei loro proprietari.


